Una delle destinazioni più alla moda degli ultimi anni è Formentera, la più piccola isola dell’arcipelago delle Baleari, proprio vicino a Ibiza. Nonostante la mia allergia per i posti iperfrequentati, ho approfittato dell’organizzazione di un amico per trascorrere un paio di settimane ad Agosto in quella che si prefigurava una pura vacanza, con poche attrattive oltre al mare e alla vita notturna. E a posteriori è proprio quello che ho trovato.
L’isola è molto piatta e consiste in due altopiani collegati fra loro da un sottile istmo centrale. Vi risiedono 8.000 abitanti distribuiti su 83 km² di superficie e vi sono solo tre piccoli paesi. Tra il 1400 e il 1700 fu addirittura abbandonata a causa della minaccia di invasori e pirati. Ora l’invasione è quella degli italiani, la cui percentuale ad Agosto è maggiore che nell’Italia stessa.Potere della moda.

La vera attrattiva è il magnifico litorale con un’acqua turchese che non ha nulla da invidiare a qualunque spiaggia caraibica. La zona del parco naturale Ses Salines con Platja Illetes e la penisola del Trucador è la mia preferita. Più si avanza a piedi verso nord meno gente si incontra (e sempre meno italiani), e lo spettacolo dei due mari a destra e a sinistra della penisola è veramente splendido.
Vi sono alcuni torri fortificate e due fari, ma i paesi non offrono un granché oltre a qualche negozio e i ristoranti per turisti. In località El Pilar de la Mola ogni mercoledì e domenica d’estate si tiene un curioso mercatino artistico con la vendita di prodotti artigianali.

La vita notturna è molto più tranquilla rispetto alla vicina Ibiza: vi sono vari locali vicini alla spiaggia sparsi per l’isola, che si riempiono a giorni alterni, dove si aspetta il tramonto ballando e bevendo. Le discoteche sono poche e poco frequentate, dopo l’aperitivo si cena e si gira per i paesi fino a tardi.
Il principale problema di Formentera è l’alto costo della vita. Si paga tanto per l’alloggio, per i motorini, per mangiare e bere fuori. Inoltre per arrivare bisogna prendere l’aereo su Ibiza e poi un traghetto. Fortunatamente le spiaggie sono gratuite, tranne un piccolo pedaggio per entrare nel parco naturale Ses Salines.
Io e i miei amici abbiamo affitato una villetta con piscina, il costo non è certo economico ma è una soluzione che permette di cucinare i pasti in casa. Ho provato un paio di ristoranti, entrambi piuttosto validi con un buon rapporto qualità prezzo che mi sento di consigliare: Fonda Pepe a San Ferran e El Mirador sulla strada fra la Savina e la Mola.
Formentera è una piacevole destinazione, ma per chi vuole risparmiare e non ama il superaffollamento consiglio di venirci fuori stagione. Per chi cerca divertimento e un’animata vita notturna, ma non sopra le righe, e ha un budget molto alto, Agosto è il mese giusto.
Approfittando della visita alla fiera del libro di Torino, sulla via del ritorno ho finalmente visitato le Langhe, una regione collinare che era sulla mia lista da molto tempo. L’ideale sarebbe andarci in autunno, in occasione della festa del tartufo, ma anche a Maggio è molto piacevole. Colline ondulate, graziosi paesi, ottimo cibo e vini famosi sono le caratteristiche che più saltano all’occhio. L’itinerario comincia da Bra, sede della
d’Italia. Proseguendo si arriva ad Alba, il più importante centro della zona, sede della Ferrero e famoso per il tartufo. Qua non c’è molto da vedere, tranne il duomo e qualche torre medievale nel centro storico. Barbaresco invece è un piccolo e grazioso centro dove si può assaggiare il vino omonimo. In una chiesa sconsacrata vi è il centro regionale della promozione del Barbaresco e per la modica cifra di € 1,50 si può fare un assaggio molto gustoso.
Spesso la capitale del Belgio, così come è conosciuta da tutti per essere la sede del Parlamento Europeo, viene da tutti ignorata come destinazione turistica. Eppure i motivi per visitarla non mancano e per una gita di 3 giorni rappresenta una valida scelta. Architettura bella e varia, buoni ristoranti, originali musei e la miglior birra del mondo sono sicuramente caratteristiche che vale la pena conoscere.
La Grand Place è generalmente considerata come una delle più belle piazze del mondo. Ricca di edifici caratterizzati da una varietà di stili che vanno dal gotico al barocco è un posto perfetto per sedersi e sorseggiare una
Nella città alta vi sono parchi e palazzi piuttosto interessanti e una cattedrale gotica degna di nota. Qua si concentrava il potere politico e tutt’ora l’atmosfera che si respira è piuttosto signorile. Molto interessanti sono gli edifici art nouveau che si trovano sparsi per la città, ma soprattutto nel quartiere di Ixelles. La visita alla casa-museo di Victor Horta vale sicuramente il prezzo del biglietto: gli interni sono ancora più sorprendenti dell’esterno, con arredamento e decorazioni originalissimi.
Il quartiere dell’Unione Europea è moderno, ma senza particolari attrattive. La visita al Parlamento ha il pregio di essere gratuita, nei dintorni si trovano un bel parco e il curioso museo Wiertz che raccoglie gli immensi quadri dell’artista omonimo. E’ d’obbligo una sosta da Chez Antoine, un chiosco che è famoso per offrire le migliori patatine fritte della città: sono tagliate sul momento e le salse sono gustosissime, ideale accompagnamento di una birra belga.
A Bruxelles ho notato numerosissime coppie miste, sintomo di un’integrazione razziale osto avanzata, e mi è capitata per la prima volta l’esperienza di non essere servito in un ristorante a causa dellordine troppo economico! Se passate al ‘t Kelderke nella Grand Place (che nonostante tutto mi sento di consigliare) sappiate che dovrete fare i conti con un servizio rude. Altra curiosità è la statua che si trova davanti al Delirium Tremens, la birreria con il più alto numero di birre a listino al mondo (2004!): per bilanciare il famoso Manneken Pis, la statua del bambino che fa pipì, hanno creato la Jeanneke Pis, versione femminile dello stesso soggetto.
La capitale dello stato del Victoria e la seconda città dell’Australia, è spesso stata indicata come una delle città più vivibile al mondo, ha un fascino molto particolare. Non presenta nessun monumento storico particolarmente interessante o un architettura sfavillante, ma il suo insieme di antico e moderno, di parchi e grattacieli, di europei ed asiatici, unito al fatto che è di fatto la capitale culturale della nazione, la rendono un’eccellente tappa.
Dopo aver sostato nella graziosa Port Fairy, votata come quinto paese più bello d’Australia, cominciamo ad affrontare i 243 km di una delle strade più famose al mondo, la Great Ocean Road. Per certi versi mi ricorda la Pacific Coast Highway californiana, ma ha in più delle stupende formazioni rocciose nei pressi di Port Campbell. Oltre ai famossimi Twelve Apostles (che in realtà sono meno di dodici), meritano una sosta il London Bridge,
Prima di arrivare a quella che è una delle più famose strade al mondo, la Great Ocean Road, attraversiamo la Fleurieu Peninsula, con i suoi graziosi paesi sulla costa. Victor Harbor ha come originale attrazione il treno trainato da un cavallo che collega il paese alla Granite Island, Port Elliott offre belle spiaggie e un mare trasparente, mentre Goolwa prosperò nel periodo dei commercio sui battelli a vapore lungo il Murray River. Più all’interno Strathalbyn, fondata da immigranti scozzesi, ha un grazioso centro storico con un bel parco e un’atmosfera tranquilla.<
Kangaroo Island, situata a sudovest di Adelaide, dal nome può far supporre l’incontro ravvicinato con un gran numero di canguri. In realtà gli unici esemplari visti erano stesi a lato strada, falciati dalle auto. Complice anche il tempo inclemente quest’isola è stata una mezza delusione, visto che bisogna fare parecchia strada per raggiungerla e il costo del traghetto non è certo economico.
Una delle più piacevoli sorprese nel mio viaggio australiano è stato il Cleland Wildlife Park, a poca distanza da Adelaide, inserito nel programma solo all’ultimo momento e quasi per caso. In realtà è a mio parere imperdibile per una serie di motivi. Innanzitutto a differenza degli zoo qua gli animali hanno in generale uno spazio aperto molto vasto dove muoversi, e anche se ci sono recinti, questi sono ben inseriti nel contesto globale.
Uscendo da Coober Pedy e diridendosi verso sud il deserto pian piano lascia posto a una vegetazione sempre più rigogliosa e dopo aver passato numerosi laghi salati, si incontra Port Augusta, il primo grosso insediamento dopo tantissimi kilometri. Proseguendo sempre verso sud il paesaggio si fa sempre più piacevole e nella Clare Valley si trova una vera e propria regione vinicola.