Dopo un tamponamento subito all’aeroporto di Bergamo un volo piuttosto tranquillo ci deposita a Dublino dove ci aspetta Rory, un irlandese decisamente voluminoso che mi accoglie con un abbraccio. Saro’ ospite da lui per tre notti grazie alla comunita’ di couchsurfing.com, un nuovo modo di viaggiare dove gli iscritti possono farsi ospitare e ospitare a loro volta. Ci sono anche altri due ragazzi, Sergio, un messicano di Guanajuato che gira l’Europa da solo, e Caley, un americano di San Diego di ritorno da un’esperienza di insegnamento di inglese in Ungheria durata un anno e mezzo. Sono due ragazzi simpatici e decidiamo di farci un paio di Guinness in un pub di Temple Bar. Nonostante tutte le voci sulla qualita’ di questa birra nella propria terra di origine, a me sembra identica a quella che troviamo dalle nostre parti. Un mito sfatato. Da segnalare un irlandese che rischiava la sua birra tentando di farla stare in equilibrio sulla sua testa. E pure con buoni risultati!
Dopo una discreta dormita su un divano su un divano tutto sommato comodo dedico la giornata all’esplorazione della citta’. In un giro piu’ o meno casuale visito:
- Il Trinity College: la piu’ importante universita’ irlandese sorge nel centro della citta’ e ospita uno dei libri piu’ antichi del mondo il book of Kells che risale a circa 1200 anni fa (salto la visita perche’ non mi va di spendere 8 euro per vedere un libro che ho gia’ visto in varie riproduzioni nello shop).
- Grafton Street: una via commerciale con vari artisti di strada.
- Lo St. Stephen’s Shopping Centre: architettonicamente uno splendore, con i negozi che si affacciano su un cortile centrale sotto una copertura di acciaio e vetro.
- St. Stephen’s green: elegante parco con laghetti e giardini ben tenuti.
- Merrion Square con Ryan Park: edifici georgiani, parco non particolarmente bello. Famoso perche’ qua hanno abitato Oscar Wilde, W.B. Yeats, Erwin Schrodinger e altri poeti e scrittori.
- Il National Museum: ho visitato parte della sezione archeologica, ma quella che interessava a me, dedicata alla storia naturale, era chiusa.
- Il John Mulligan’s: un pub aperto nel 1782, e’ rimasto piu’ o meno lo steso da allora. Compare anche nel film Il mio piede sinistro.
Pranzo al Monty’s of Kathmandu, ottimo ristorante nepalese. Poleko squid (seppie alla piastra con cipolle, poco himalayane effettivamente), Gorkhali (pollo con peperoncino, yogurt e zenzero) e curry di agnello con cavolfiore.
La sera abbiamo appuntamento con Anna, una ragazza italiana che vive a Dublino da 6 anni. Dice che fa fatica a ritornare in Italia perchè nessuna ditta le vuole confermare lo stipendio che ha qua. In effetti anche se il costo della vita è alto, gli stipendi per i neolaureati partono dai 1500 euro e con 6-7 anni di esperienza non è difficile arrivare ai 4000 euro. Assistiamo alla partita dell’Italia con la Francia al Fitzimmon’s un pub nel centro di Temple Bar affollato di italiani. Maxischermo e urla, proprio una Little Italy! Purtroppo la maggior parte dei ristoranti ha la cucina chiusa dopo le 10 e dobbiamo rimediare con un libanese scelto a caso. Scelta infelice come spesso accade con le scelte casuali. Concludiamo la serata al Café En Seine, bellissimo locale in stile art déco su Dawson Street, sembra di essere sulla rive gauche, veramente impressionante.