Dopo un volo tranquillo della Turkish Airlines (da segnalare le ottime Kefta servite a bordo) un treno superveloce e silenzioso e un taxista che parla solo cinese ci portano nei New Territories di Hong Kong, dove vivono Matilda e Chris, i due couchsurfers che ci ospiteranno per tre notti. Stanno in un appartamento di medie dimensioni in un complesso di 20 grattacieli recintato e servito da campi da tennis, piscine e guardie. La serata si esaurisce in una cena al Shui Hu Ju un bel ristorante con ambiente ttradizionale cinese e con cibo della regione del Sichuan di pregevole qualità: Anatra arrosto con insalata di cetrioli, agnello arrosto, gamberi piccanti saltati, pudding di mango e sticky rice con mango. Il servizio è eccelente, mi insegnano anche a usare le bacchette (scarsi i risultati), ma il conto è salato, circa 30 €. Non siamo in Thailandia!
Chiacchierando con Matilda ci accorgiamo che ci sono gli stessi problemi che in Italia: tasso di divorzi al 40%, costo del terreno molto alto, molto lavoro e poco tempo per godersi la vita. Si stupisce però del fatto che gli italiani stiano in casa fino a tarda età.
La mattina seguente mi stupisco invece io delle lunghe file ordinate agli autobus. Un modo civile per non spintonarsi. La visita alla città comincia da Hong Kong Island con i vari mercati che vendono un po’ di tutto. In una via si trovano numerosi negozi di nidi di rondine, fatti con la saliva degli uccelli, una specialità che preferisco non assaggiare. Molto particolare il Wet Market di Graham Street che si svolge ogni giorno in una stretta via che sbuca tra i grattacieli ultramoderni cha affollano questa zona. L’esperienza del Dim Sum alla Lin Heung Tea House è una di quelle che lascia il segno: una grande sala illuminata con tavoli in comune e camerieri che passano con un carrello offrendo differenti specialità ogni volta. I signori anziani nostri commensali offrono informazioni su come funziona il sistema: l’acqua calda messa in una ciotola serve per lavare le stoviglie e ogni volta si segna su un foglietto cosa si è preso. Devo ammettere che da queste parti la pulizia ha preso la forma della fobia: la popolazione dopo l’epidemia di SARS è rimasta segnata e adesso tutti sono ossessionati dall’igiene. Alle 11 del mattino la Tea House era stracolma, e dopo un’ora l’afflusso non è calato. Come diceva Matilda qua oltre a mangiare (e a fare shopping) non rimane molto altro, ma nonostante questo di obesi non vi è traccia.