Il secondo giro alla scoperta delle bellezze dell’isola è stato ancora più piacevole del primo. A pochi kilometri da Ubud si trova Goa Gajah, il tempio della grotta dell’elefante. Oltre alla grotta, incorniciata da originali sculture, ci sono altre strutture e resti interessanti immersi in un ambiente naturale molto piacevole. E’ stato curioso notare la dedizione con cui alcune persone pulivano diligentemente alcune grosse rocce scolpite dalle piccole foglie che erano cadute in cima.
La visita a una finta piantagione è stata condotta con maestria dalla nostra guida: prima ci ha mostrato le piante del cacao, del caffè, della vaniglia, della cannella, dello zenzero e poi ci ha fatto assaggiare varie bevande derivanti dai loro frutti. L’acquisto di alcuni prodotti, tra l’altro molto buoni, è venuto naturale. Una buona operazione di marketing locale.
Dopo una breve pausa per ammirare uno spettacolare panorama sul vulcano Batur e sul lago omonimo, siamo arrivati nel principale complesso templare dell’isola, a Besakih. Sorge sulle pendici del vulcano Anung, che oltre ad essere sacro per i balinesi, è il loro punto di riferimento geografico: il loro nord infatti è riferito a questa montagna e non al polo. Il complesso, formato da 22 templi è molto interessante, con pagode che possiedono diversi meru (tetti successivi) di paglia, il cui numero varia in funzione delle caste. Era in corso una cerimonia, così abbiamo potuto assistere a un concerto di gamelan, strumento tipico simile a uno xilofono. Una bambina di forse 5 anni si era imparata a memoria una filastrocca in inglese per chiedere l’elemosina e la ripeteva ciclicamente senza pause, allo stesso tempo divertente e triste.
La giornata si è conclusa a Klungkung con la visita al Taman Gili (giardino con fossato) che è ciò che resta del palazzo reale, andato distrutto durante la conquista olandese del 1908. Posto grazioso con curiose pitture nel soffitto che ricordano alcuni cartoni animati giapponesi. Era in corso la visita di un folto gruppo di studenti di fotografia dell’università di Jakarta: la loro strumentazione era impressionante.
Ancora una volta sono rimasto soddisfatto di quanto questa isola può offrire: dietro l’immagine di destinazione balneare si nasconde una moltitudine di tesori appena ci si comincia ad avventurare all’interno. Vale la pena dedicare almeno un paio di settimane per scoprire l’isola degli dei.
complimenti per il tuo sito..e’ molto interessante…..l’ho aggiunto ai miei preferiti
CIAO SIAMO GIULIANO E ROSANGELA DI MODENA
COME TE E COME TANTI NEL MONDO SIAMO STATI COLTI DALLA ‘FEBBRE DI BALI’
INIZIATA NEL 1986 ANNO DEL 1° VIAGGIO.
QUESTO FASCINO AMMALIANTE CHE PROVIENE DA TUTTO QUELLO RICONDUCIBILE A BALI E’ COSI’ IMPALPABILE E COSI’ SFUGGENTE PER GLI OCCIDENTALI DA COSTITUIRE ALMENO PER NOI UN MOTIVO DI ANALISI E DI INDAGINE CHE DURA DA ALLORA.
QUESTA ESPERIENZA CI HA PROIETTATO NEL MONDO DELLA RICERCA INTERIORE E SPIRITUALE PER ARRIVARE A COMPRENDERE MEGLIO LE PECULIARITA’ DELLA TRADIZIONE BALINESE E IL SUO RAPPORTO INDIVISIBILE CON LE FORZE DELLA NATURA E DELLA CREAZIONE E CON LA ANTICA CULTURA HINDU.
SIAMO DESIDEROSI DI DIFFONDERE QUESTA ANTICA CULTURA QUASI INTATTA ANCORA OGGI, PORTATRICE DI VALORI UNIVERSALI PER NIENTE DIFFUSI SOPRATTUTTO IN LINGUA ITALIANA, E QUINDI GIULIANO HA SCRITTO E DEDICATO A QUESTA SPLENDIDA CULTURA.
‘ il segreto di bali’ DI GIULIANO GHERPELLI edizioni verdechiaro
è EDITO DA POCHI MESI.
VERRA’ PRESENTATO A MILANO AL PALASESTO-SESTO S.GIOVANNI (MM 1)
IN OCCASIONE DEL FESTIVAL DELL’INDIA domenica 31 MAGGIO ORE 10,00
SAREMMO IMMENSAMENTE CONTENTI DI SCAMBIARE CON GLI AMICI DI BALI AMICIZIA E OPINIONI E CHISSA’ MAGARI COSTITUIRE UN GRUPPO.
DIVULGA SE TI VA.
ciao rosangela e giuliano